premetto: non l'ho fatto apposta. sono stato costretto. se potessi tornare indietro compierei un'altra scelta. l'ho fatto per lavoro (veramente!). ho chiesto in giro se ci fossero delle utenze di test da utilizzare, ma niente, tutti avevano quella personale, "ovviamente! tu non ce l'hai féisbuc?". mi sono dovuto iscrivere a facebook per testare un'applicazione che ha creato l'agenzia per cui lavoro. non mi cercate, non mi addate, nome, cognome e data di nascita sono fasulli, l'email è quella del lavoro.
appena entrato mi viene chiesto se voglio diventare amico di pippo (non metterò il nome vero), un mio ex-collega e compagno di calcio, sicuramente incrociando il dominio delle email di lavoro. no! forse vuoi diventare amico di e mi sforna una serie di collegamenti a persone che io effettivamente conosco per svariate ragioni: calcio, compagnie varie... ho immediatamente una richiesta di amicizia, una mia collega. dopo venti secondi netti che sono registrato (esistono richieste automatiche?). resto di ghiaccio, capisco la pericolosità e la sensibilità delle informazioni che la gente diffonde e di come anche io che mi invento i dati per usufruire temporaneamente del servizio possa rimanere incastrato per una semplice email o addirittura per parte di essa.
i miei colleghi mi hanno detto tra l'altro che sono cambiate le impostazioni riguardanti la privacy. adesso nell'anteprima del profilo sarà possibile per tutti visualizzare alcuni tuoi amici e alcuni gruppi ai quali sei iscritto. non sono un paladino della privacy perché altrimenti non avrei un blog nel quale scrivo informazioni anche personali o un account su twitter. però la deriva di alcuni di questi network mi preoccupa. e se un giorno facebook fosse costretto a rivelare TUTTI i dati in suo possesso al congresso americano o ad altri governi? google ai tempi si rifiutò, comunque mai-dire-mai.

